mercoledì 30 agosto 2023
Anaao Assomed e CIMO-FESMED, i principali sindacati dell’area, hanno consegnato all’Aran delle proposte congiunte che, in caso di accoglimento, consentiranno di arrivare rapidamente alla firma di un accordo molto atteso dalla categoria.
lunedì 24 luglio 2023
COMUNICATO STAMPA
COMUNICATO STAMPA
Contratto medici, CIMO irremovibile su orario di lavoro e corretto utilizzo dei fondi
Il Presidente del sindacato dei medici Guido Quici: «Ottenuto qualche risultato
positivo, ma non ci sono ancora le condizioni per chiudere. Troppi i nodi da
sciogliere. Attendiamo testo su parte economica e risposte su ore di lavoro
regalate»
Roma, 24 luglio 2023 - «Non ci sono ancora le condizioni per chiudere il contratto dei
medici». A ribadirlo, alla vigilia di un nuovo incontro in Aran, è il Presidente CIMO Guido
Quici. «Occorre lavorare ancora molto per arrivare ad un accordo sul numero massimo di
pronte disponibilità e di guardie notturne, che minano la qualità della vita dei
professionisti, e sulla retribuzione del lavoro extra-orario. Ci sono numerosi aspetti che
non sono stati affrontati, come l'intramoenia, gli specializzandi, la mobilità, l'aspettativa, il
tema del patrocinio legale e il servizio fuori sede, che al momento obbligherebbe i medici
a vagare tra diverse strutture ospedaliere distanti anche decine di chilometri».
«Senza aver ricevuto alcun testo – prosegue Quici –, abbiamo iniziato la discussione
sulla parte economica, tuttavia al momento limitata agli incrementi contrattuali e senza
conoscere la vera entità dei fondi. Non sappiamo in che modo verrà finanziata una nuova
indennità che si intende istituire per i dirigenti sanitari, ovvero l'indennità di specificità
sanitaria, se non grazie all'ennesimo contributo di solidarietà di medici e veterinari. Non
sappiamo se la possibilità di utilizzare in modo improprio i fondi contrattuali sarà
confermata o meno nel nuovo testo».
«È indubbio che, anche grazie al contributo del lavoro instancabile dei tecnici della CIMO
e alla disponibilità dimostrata dall'Aran, nelle ultime settimane siano stati ottenuti alcuni
risultati positivi; ma a poco serviranno se le Regioni non intendono sciogliere i veri nodi
della trattativa: non abbiamo alcuna intenzione di continuare a regalare ore di lavoro né di
utilizzare i nostri fondi contrattuali per finalità diverse. CIMO, su questi due punti, sarà
irremovibile», conclude.
venerdì 7 luglio 2023
Medici senza Concorso
lunedì 3 luglio 2023
I: Comunicato stampa rinnovo CCNL
COMUNICATO STAMPA
Rinnovo contratto medici, CIMO si prepara alla mobilitazione
Il Presidente del sindacato Guido Quici: «Ci chiedono di lavorare di più e in condizioni peggiori, mettendo in pericolo la tutela della salute. La fuga dagli ospedali è un'emergenza nazionale. È così che si intende frenarla?»
Roma, 30 giugno 2023 – Il sindacato dei medici CIMO si prepara alla mobilitazione e incontrerà i propri iscritti per far conoscere loro le implicazioni dell'ultima bozza del contratto collettivo nazionale che si sta discutendo in Aran. Dopo cinque mesi di trattativa, infatti, sono state accolte solo alcune richieste dei sindacati, peggiorando al contempo la formulazione di altri articoli più rilevanti. Emerge dunque con chiarezza la direzione che si intende dare alla contrattazione e al futuro dei medici dipendenti e del servizio sanitario pubblico: nonostante i numerosi tentativi di mediazione dell'Aran, le Regioni, che hanno realmente in mano il pallino e sono alle prese con una grave carenza di personale sanitario, pur di garantire i servizi intendono far lavorare di più e in condizioni peggiori i pochi camici bianchi rimasti, inficiando la qualità delle cure e incentivando la fuga dagli ospedali verso il privato e le cooperative.
Per fare alcuni esempi: nonostante il testo sancisca la volontà di migliorare "l'armonizzazione della vita privata e familiare" dei medici, di fatto la nuova formulazione dell'orario di lavoro non elimina il rischio di dover lavorare senza limiti orari per il raggiungimento degli obiettivi aziendali, prevedendo, per le ore eccedenti, una retribuzione attraverso il fondo di risultato che vale in media 3.000 € l'anno, pari a circa 57 € a settimana. In concreto nulla di diverso rispetto a quanto previsto dal testo vigente che ha svuotato gli ospedali. Basti pensare che per un turno di 12 ore un medico a gettone può guadagnare fino a 1.700 euro.
Inoltre, l'eccessivo numero di guardie notturne e festive e di pronte disponibilità impedisce una reale continuità assistenziale, rallenta la normale attività di elezione nei reparti e penalizza la crescita professionale dei giovani medici, che rischiano di essere relegati a guardiani di posti letto.
Viene introdotta la possibilità che un direttore di dipartimento possa delegare alcune delle proprie funzioni da primario ad un medico di un altro reparto, determinando il rischio che ad esempio alcuni compiti del primario di pneumologia siano affidati ad un gastroenterologo.
Viene poi istituito il servizio fuori sede, per cui un medico che lavora in una azienda composta da diversi presidi potrà essere chiamato, senza alcun preavviso, a prestare la propria attività in uno di essi, che può essere distante anche decine di chilometri dalla propria sede di lavoro. Si introduce così la figura del medico itinerante.
«La nostra non è una mera rivendicazione di categoria, perché la sempre più evidente carenza di medici negli ospedali è un'emergenza nazionale che mette in pericolo la tutela della salute dei cittadini – dichiara Guido Quici, Presidente CIMO -. Considerata l'unanime volontà politica di frenare, a parole, la fuga dagli ospedali, ci siamo illusi che il rinnovo del contratto potesse rappresentare uno strumento utile a rendere gli ospedali nuovamente attrattivi. L'attuale bozza invece va nella direzione contraria rispetto a quella prospettata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci, che più volte ha dichiarato di voler migliorare le condizioni di lavoro del personale sanitario, e a cui chiediamo un sostegno. CIMO continuerà a partecipare alla trattativa con l'obiettivo di ottenere un miglioramento sostanziale del testo», conclude Quici.
lunedì 3 aprile 2023
INFORMATIVA APRILE 2023
Presidente CIMO-FESMED Toscana
Dr. Lorenzo Preziuso
Cari colleghi
Una serie di novità importanti, tra cui:
- contratto
- incrementi della Produttività Aggiuntiva,
- stabilizzazione del personale,
- pronto soccorso
- controllo e blocco della libera professione.
- Specializzandi, incarichi
- Medici gettonisti
- aggressioni
Procede a rilento la trattativa sul rinnovo contrattuale, si stanno affrontando al momento questioni normative, come modifiche o soppressione dell'organismo paritetico, incarichi di altissima professionalità. Non ci sono grandi aspettative dal punto di vista economico, con incrementi stipendiali marginali, inferiori al 4 %, che si andrebbero ad aggiungere ad alcuni incrementi legislativi.
Decreto mille proroghe:argomenti: a) stabilizzazione personale assunto nel periodo pandemico, b) assunzione specializzandi, c) ECM d) Incremento importo Produttività Aggiuntiva per smaltimento liste d'attesa. L'applicazione di quest'ultimo articolo sull'incremento degli importi della P.A (che potrete leggere in allegato) è stato oggetto del confronto sindacale regionale del 27 marzo;
L'importo orario tornerà a 80€/ora lordi, e verranno conguagliate le prestazioni che da gennaio erano state pagate a 60 € fino ad esaurimento degli importi stanziati.
L'importo complessivo per la P.A. finalizzata allo smaltimento delle liste d'attesa in Toscana è inferiore (23 milioni) rispetto al precedente emanato per i ritardi nelle prestazioni del periodo covid (31,5 mln). La somma destinata alle prestazioni ambulatoriali (diagnostica e visite specialistiche) è di 13 milioni, l'importo per gli interventi chirurgici 10 milioni. E' data facoltà alle azienda di spostare somme da prestazioni ambulatoriali a interventi e viceversa. Il confronto prevedeva condivisione con le OO.SS. dei criteri di ripartizione tra le varie aziende. E' stato deciso di premiare con maggiore attribuzione all'USL che avesse dimostrato maggiori capacità di utilizzo delle risorse di P.A. Per gli interventi chirurgici sono state utilizzate l'87,7% delle risorse. Nel confronto tra interventi eseguiti in toscana nel 2018 e quelli del 2022, risultano ancora da recuperare 18.000 interventi. Per le prestazioni ambulatoriali utilizzato il 97%. In entrambe le tipologie vi sono state ampie variazioni di utilizzo delle risorse e capacità d smaltimento delle liste d'attesa.
Ho contestato l'utilizzo del dato acritico del numero di prestazioni effettuate e capacità di utilizzo della P.A., in quanto tale dato dovrebbe essere rapportato alle dotazioni di organico e risorse strumentali disponibili, della possibilità di migliorare tali risorse e quindi di poter effettuare un maggior numero di prestazioni se fossero reintegrate. Ho inoltre contestato l'assenza di un impegno per verifica dell'appropriatezza degli esami richiesti. Molti risultano inappropriati, utilizzati dai MMG in alternativa a una visita specialistica nel tentativo di giungere a una diagnosi senza un parere specialistico. Riteniamo inoltre che non sia adeguatamente utilizzata per lo smaltimento delle liste d'attesa la Libera Professione, che invece viene contrastata. In ogni caso è evidente che un maggior offerta di visite specialistiche comunque effettuate (regime istituzionale, P.A., libera professione) potrebbe abbattere la spesa inappropriata di diagnostica pesante (RMN, TC ecc).
Già citato, troverete indicazioni regionali sul governo delle liste d'attesa e importanti previsioni come il possibile blocco della libera professione e il monitoraggio delle attività libero-professionali:
"In caso di superamento del rapporto tra l'attività in libera professione e in istituzionale sulle prestazioni erogate le aziende devono attuare il blocco dell'attività libero professionale, fatta salva l'esecuzione delle prestazioni già prenotate"
Tale disposizione, pur contenuta in precedenti leggi regionali che richiamano norme nazionali, è già stata da me ampiamente contestata nel merito e nelle modalità con il direttore Gelli; inoltre viste alcune iniziative intraprese in alcune USL di voler monitorare le prestazioni di ogni medico rese in Libera professione per paragonarle numericamente con quelle rese in regime istituzionale, ho dato mandato al prof Scheggi di valutare la possibilità di intervento su tale disposizione.
D.L. 30 marzo 2023 n. 34 (Decreto bollette) dettagli su:
a)regolamentazione dei medici gettonisti; Reinternalizzazione dei servizi appaltati. Assunzione personale sanitario gettonista .
b)Incremento della tariffa oraria delle prestazioni aggiuntive per l'emergenza
c) Misure per il personale dei servizi di emergenza-urgenza (sanatoria) , medici in formazione specialistica incarichi
d)possibilità di chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da orario pieno a orario ridotto o parziale, per i medici in età di pensione anticipata.
e) inasprimento delle pene per aggressione al personale sanitario
Il decreto non ha trovato approvazione dei sindacati
Seguirà a breve la delibera regionale e per l'emergenza e le contestazioni effettuate, nonché integrazioni su delibere e attività delle Aziende.
Colgo l'occasione di porgere a tutti voi e alle vostre famiglie i migliori Auguri per le Festività Pasquali
Lorenzo Preziuso Presidente Federazione Cimo FESMED della Toscana.
lunedì 13 marzo 2023
Pronto soccorso. Regione convoca incontro con le Asl e le aziende
- Lavori in corso per i pronto soccorso toscani. Tra questa e la prossima settimana l’assessore e i dirigenti della sanità toscana incontreranno i direttori e responsabili dei pronto soccorso delle tre aree vaste. Oggetto degli incontri la condivisione delle linee guida della delibera, annunciata nei giorni scorsi, che recepirà le migliore pratiche a livello nazionale e regionale sull’organizzazione di questi reparti e della proposta di legge per anticipare quanto approvato dal precedente governo nazionale rispetto all’indennità aggiuntiva per i medici che lavorano nei pronto soccorso, in attesa che si arrivi ad un accordo sulla contrattazione nazionale, condizione indispensabile per procedere all’assegnazione definitiva dell'indennità aggiuntiva.
Il 9 marzo alle 15 l’incontro sarà con l’Asl Toscana Centro e con le aziende ospedaliere universitarie Careggi e Meyer. Il 14 marzo gli incontri nel pomeriggio saranno due: il primo con l’Asl Toscana Nord Ovest, la Fondazione Monasterio e l’Azienda ospedaliero-universitaria pisana e il secondo con l’Asl Toscana Sud Est e l’Azienda ospedaliero-universitaria senese.
Seguiranno alle tre riunioni confronti con le organizzazioni sindacali. Fondamentale sarà anche il contribuito dell’Organismo toscano del governo clinico, a cui nei prossimi giorni sarà trasmessa l’apposita documentazione.
giovedì 9 marzo 2023
Sanità a rischio crack? Quici (CIMO-FESMED): «Servono più risorse, ma anche una riforma del fondo sanitario»
Il Presidente del sindacato dei medici: «Senza un intervento sulla composizione del fondo sanitario nazionale il finanziamento non sarà mai sufficiente»
Roma, 9 marzo 2023 - Senza maggiori risorse la sanità pubblica rischia il fallimento. Questa volta non è un sindacato a lanciare l’allarme, ma le Regioni in un documento drammatico presentato al Ministro della Salute Orazio Schillaci e al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e pubblicato sui giornali.
«Sono anni che sosteniamo la necessità di aumentare i finanziamenti da destinare alla sanità, se si intende mantenere il Servizio sanitario nazionale pubblico e universalistico – commenta Guido Quici, Presidente della Federazione CIMO-FESMED -. Sono anni che chiediamo onestà nei confronti dei cittadini, se si intende privatizzarlo. Sono anni che proponiamo inascoltati quelle stesse misure che ora le Regioni reputano necessarie per salvare il salvabile. Non possiamo, allora, che condividere le richieste delle Regioni, soprattutto per quel che riguarda il tetto di spesa sul personale e la defiscalizzazione del salario accessorio. Considerando la marginalità dell’incremento economico previsto dal CCNL 2019-2021 per il quale sono in corso le trattative, è essenziale trovare risorse aggiuntive per valorizzare il personale. Così come è necessario applicare nelle Aziende i contratti conclusi a livello nazionale, cosa che invece in 8 casi su 10 non avviene, impedendo al personale la progressione di carriera».
«Riteniamo tuttavia – specifica il Presidente CIMO-FESMED - che senza un intervento sul fondo sanitario nazionale il finanziamento non sarà mai sufficiente. L’attuale fondo indistinto, che finanzia tanto l’acquisto di una siringa quanto il rinnovo dei contratti del personale, porta infatti Regioni e Aziende ad utilizzare le risorse non sempre in modo appropriato».
«Basti pensare – aggiunge Quici - che tra il 2010 ed il 2020 l’accantonamento dell’esercizio è aumentato del 451%, o che solo nel 2020 i residui dei fondi ammontavano ad oltre 355 milioni, a causa della mancata attuazione dei contratti aziendali. O, ancora, che i costi per “beni e servizi” (in cui ad esempio rientrano i medici a gettone) sono aumentati a dismisura, mentre le voci che riguardano il personale sono bloccate, a causa del tetto sul costo del personale. È essenziale, allora, investire di più nel Servizio sanitario nazionale; ma è altrettanto fondamentale spendere le risorse a disposizione in modo appropriato».

