venerdì 23 gennaio 2026

Reportage Pronto Soccorso Quici

 


Il settimanale Panorama ha pubblicato un reportage nei Pronto soccorso "nel picco dell'influenza" includendo anche un intervento del Presidente Guido Quici: "Mentre i medici dei reparti ospedalieri si dividono tra tempo in reparto, prestazioni intramoenia e studi privati, chi fa Pronto Soccorso -ed è uno specialista che nulla ha meno degli altri- fa solo il reparto d'emergenza lavorando anche su turni notturni e festivi, e con tutti i rischi di aggressioni e denunce e medicina difensiva che ormai ben conosciamo. Servirebbe un adeguamento del contratto e molta più attenzione per chi fa medicina di prima linea, 24 ore su 24. Altrimenti non possiamo poi lamentarci del fatto che gli studenti non scelgano più le specialità di emergenza-urgenza".

 



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giovedì 15 gennaio 2026

Incompatibilità



«Condividiamo pienamente i contenuti della proposta presentata questa mattina da Forza Italia e dal Ministro della Salute Orazio Schillaci che intende eliminare le incompatibilità oggi previste per i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale - dichiara Guido Quici, Presidente del sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED -. È una misura che va nella direzione della liberalizzazione della professione medica da sempre auspicata dalla Federazione CIMO-FESMED».

«L'approvazione di questo provvedimento consentirebbe infatti ai medici ospedalieri di scegliere se lavorare, al di fuori del proprio orario di lavoro, anche in altre strutture sanitarie, sia pubbliche che private convenzionate, sia ospedaliere che territoriali, mantenendo l'indennità di esclusività medica e ampliando l'offerta sanitaria per i cittadini, che è essenziale per l'abbattimento delle liste d'attesa».

«Si tratta di una misura che renderebbe più attrattivo lavorare nella sanità pubblica - prosegue Quici - arginando la fuga dagli ospedali soprattutto dei medici più giovani, attratti dalle sirene dell'estero e del privato puro».

«Apprezziamo anche l'intenzione annunciata dal Ministro Schillaci di confrontarsi con le parti sociali su questo tema, e di impegnarsi per prevedere un ruolo maggiore del Ministero della Salute nella contrattazione nazionale del personale sanitario, che rientra nella Pubblica amministrazione ma ha delle condizioni particolari di cui occorre tenere conto» conclude.


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martedì 13 gennaio 2026

La Nuova riforma del SSN



Lo schema di riforma del Servizio sanitario nazionale approvato ieri dal Consiglio dei Ministri solleva forti perplessità nel sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED. Le linee guida del disegno di legge delega sono estremamente generiche, ma alcune scelte appaiono già chiaramente critiche. In particolare, l'istituzione degli "ospedali elettivi" – strutture per acuti prive di Pronto soccorso – rischia di creare una rete ospedaliera frammentata, con presidi incompleti e un inevitabile aumento dei trasferimenti di pazienti.

«In un contesto dove i Pronto soccorso sono presi d'assalto, la trasformazione di importanti strutture sanitarie in ospedali elettivi senza Pronto soccorso determinerà un ridimensionamento importante delle strutture d'emergenza a cui i cittadini potranno rivolgersi - dichiara Guido Quici Presidente CIMO-FESMED -. Al contempo, l'inevitabile potenziamento delle branche mediche e chirurgiche di elezione negli ospedali elettivi potrebbe comportare un contestuale ridimensionamento degli ospedali con Pronto soccorso, dove dunque rimarranno solo attività residuali legate all'emergenza-urgenza».

«In sintesi, avremo ospedali dedicati quasi solo all'emergenza, impoveriti di reparti d'elezione, e altri concentrati sulle attività programmate. Il risultato sarà un continuo rimbalzo dei pazienti: chi arriva in Pronto soccorso verrà stabilizzato e poi trasferito altrove per le cure definitive, sempre che ci sia un posto letto disponibile. È una logica che aumenta i rischi clinici e complica l'assistenza». Secondo CIMO-FESMED, quindi, se la creazione di ospedali di terzo livello potrà ridurre la mobilità sanitaria tra Regioni, quella interna alle stesse province è destinata ad aumentare in modo significativo.

«Tutto questo – aggiunge Quici – porterà anche a distorsioni notevoli del mercato del lavoro: ci saranno medici disposti a lavorare negli ospedali ridimensionati che svolgono prevalentemente attività di emergenza-urgenza, in raccordo con gli ospedali di comunità? Ne dubitiamo. È dunque prevedibile un esodo di professionisti verso strutture più qualificate e meno usuranti di quelle dotate di Pronto soccorso».

Preoccupano inoltre i vincoli finanziari. «Si parla di neutralità economica dei decreti attuativi, ma per finanziare ospedali di terzo livello e grandi tecnologie serviranno risorse. Se non ci sono nuovi fondi, è evidente che si taglierà altrove. E a pagare sarà, come sempre, l'anello più debole del sistema, e quindi proprio quegli ospedali con Pronto soccorso abbandonati dai medici e presi d'assalto dai pazienti».

«Il SSN ha bisogno di una riorganizzazione seria e di una reale integrazione tra ospedale e territorio – conclude Quici –. Ma dopo il fallimento del DM 70/2015, che ha introdotto un sistema involutivo portando alla chiusura di migliaia di reparti e riducendo l'offerta sanitaria, non possiamo permetterci un'altra riforma sbagliata. Per questo la Federazione CIMO-FESMED seguirà con la massima attenzione l'iter legislativo e valuterà ogni iniziativa necessaria per difendere la qualità dell'assistenza 

lunedì 22 dicembre 2025

I SINDACATI DEI MEDICI E DIRIGENTI SANITARI BOCCIANO LA MANOVRA 2026:


COMUNICATO STAMPA ANAAO ASSOMED – CIMO-FESMED – FIMMG – FIMP - SUMAI

UN DISASTRO PER IL SSN E PER I PROFESSIONISTI

Dito puntato contro il Mef che di fatto ha commissariato il Governo,

ribaltando una situazione favorevole alla categoria

Roma 22 dicembre 2025 - Anche questa manovra economica si è consumata sulla pelle dei

medici, dipendenti e convenzionati, e dei dirigenti sanitari. "È chiaro a tutti ora come non solo il

Ministero della salute sia 'ostaggio' del Mef, ma cosa ancor più grave, che lo sia l'intero Governo.

E le conseguenze di questo braccio di ferro sono estremamente offensive per tutti coloro che

quotidianamente lavorano per garantire la salute dei cittadini."

È una bocciatura senza appello quella che arriva da Anaao Assomed, Cimo-Fesmed, Fimmg, Fimp

e Sumai in rappresentanza dei medici dipendenti e convenzionati e dei dirigenti sanitari.

"Abbiamo assistito in questi giorni a un teatrino disonorevole, una lotta intestina che ha ribaltato

una situazione fino ad allora finalmente favorevole per la categoria", commentano Pierino Di

Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed, Guido Quici, Presidente Federazione Cimo-

Fesmed, Silvestro Scotti, Segretario Generale Fimmg, Antonio D'Avino Presidente Nazionale Fimp

e Antonio Magi Segretario Nazionale Sumai.

"Il blitz notturno alla vigilia di Natale ha affondato l'emendamento che avrebbe reso disponibili

le risorse extracontrattuali già stanziate per la dirigenza medica da ben due leggi di bilancio e

soprattutto avrebbe colmato il ripetuto vulnus alla dignità dei dirigenti sanitari penalizzati da un

gap economico ingiustificabile. Una dirigenza sanitaria esclusa, così come i medici convenzionati,

dall'adeguamento delle prestazioni aggiuntive con cui a parole, ma non nei fatti si vorrebbe

risolvere il problema delle liste d'attesa."

"Ancora una volta completamente dimenticati i 20mila specialisti ambulatoriali convenzionati

pubblici del territorio fondamentali e centrali per la presa in carico dei pazienti cronici, per

l'abbattimento delle liste d'attesa e l'assistenza domiciliare così come prevedono il Pnrr e il

Dm77. Niente nemmeno sul fronte della Medicina Generale e Pediatria di Libera Scelta. La scarsa

attrattività per i giovani medici e la continua riduzione del numero di medici di famiglia attivi con

la conseguenza di avere milioni di italiani senza un medico o pediatra di fiducia scelto da loro,

non preoccupa il MEF e sembra che la parola convenzionati non appartenga al lessico delle leggi

di Bilancio, eppure sarebbe bastato affrontare temi come la detassazione delle quote variabili

connesse a obiettivi strategici nei nostri ACN, ma invece, per paradosso, i convenzionati restano

i più tassati di tutti gli attori sanitari del pubblico. Considerando, che in molti casi hanno il costo

dei fattori di produzione, siamo al ridicolo".

"Come se non bastasse – proseguono – abbiamo dovuto scongiurare, grazie alle interlocuzioni

con i ministeri e con i parlamentari di buon senso, il taglio del riscatto di laurea che oltre ad

essere incostituzionale era un vero proprio attacco a tutti i lavoratori che hanno investito tempo

e soldi sperando di poter raggiungere la pensione in tempi 'umani'".

"Aver firmato i contratti prima, ha reso almeno disponibili quelle risorse che altrimenti sarebbero

finite nel buco nero della svalutazione. In barba a chi cercava di strumentalizzare i contratti di

lavoro". "Sono stati invece risparmiati dal tritacarne gli emendamenti volti a sanare l'illegalità

delle Università perpetrando e accettandone l'invasione selvaggia a scapito degli ospedali"."Manca nel complesso ancora una volta un percorso di visione globale – lamentano i leader

sindacali - in un mondo che appare sempre più concentrato sulla gestione delle emergenze

economiche, politiche, finanziarie che sulla programmazione di provvedimenti per tutelare il

diritto alla salute. È sempre più evidente come il concetto di stato sociale sia stato sostituito dal

concetto di stato economico".

"Un disastro. Privo di logica, privo di programmazione, privo di gratitudine per chi nonostante

tutto regge un servizio sanitario in crisi. Quando in uno stato di diritto le logiche economiche

sostituiscono il dibattito e le scelte politiche, si va diritti verso una pericolosa deriva di

disgregamento dello stato sociale".

"Come corpi intermedi – concludono i sindacati - continueremo a opporci con tutte le nostre

forze ai continui attacchi alla sanità e ai suoi professionisti cercando di proporre sempre

miglioramenti utili alla salvaguardia del nostro bene più prezioso, la salute. Prepariamoci ad un

anno di barricate per la difesa dei professionisti, unici a reggere il Ssn

UN DISASTRO PER IL SSN E PER I PROFESSIONISTI

Dito puntato contro il Mef che di fatto ha commissariato il Governo,

ribaltando una situazione favorevole alla categoria

Roma 22 dicembre 2025 - Anche questa manovra economica si è consumata sulla pelle dei

medici, dipendenti e convenzionati, e dei dirigenti sanitari. "È chiaro a tutti ora come non solo il

Ministero della salute sia 'ostaggio' del Mef, ma cosa ancor più grave, che lo sia l'intero Governo.

E le conseguenze di questo braccio di ferro sono estremamente offensive per tutti coloro che

quotidianamente lavorano per garantire la salute dei cittadini."

È una bocciatura senza appello quella che arriva da Anaao Assomed, Cimo-Fesmed, Fimmg, Fimp

e Sumai in rappresentanza dei medici dipendenti e convenzionati e dei dirigenti sanitari.

"Abbiamo assistito in questi giorni a un teatrino disonorevole, una lotta intestina che ha ribaltato

una situazione fino ad allora finalmente favorevole per la categoria", commentano Pierino Di

Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed, Guido Quici, Presidente Federazione Cimo-

Fesmed, Silvestro Scotti, Segretario Generale Fimmg, Antonio D'Avino Presidente Nazionale Fimp

e Antonio Magi Segretario Nazionale Sumai.

"Il blitz notturno alla vigilia di Natale ha affondato l'emendamento che avrebbe reso disponibili

le risorse extracontrattuali già stanziate per la dirigenza medica da ben due leggi di bilancio e

soprattutto avrebbe colmato il ripetuto vulnus alla dignità dei dirigenti sanitari penalizzati da un

gap economico ingiustificabile. Una dirigenza sanitaria esclusa, così come i medici convenzionati,

dall'adeguamento delle prestazioni aggiuntive con cui a parole, ma non nei fatti si vorrebbe

risolvere il problema delle liste d'attesa."

"Ancora una volta completamente dimenticati i 20mila specialisti ambulatoriali convenzionati

pubblici del territorio fondamentali e centrali per la presa in carico dei pazienti cronici, per

l'abbattimento delle liste d'attesa e l'assistenza domiciliare così come prevedono il Pnrr e il

Dm77. Niente nemmeno sul fronte della Medicina Generale e Pediatria di Libera Scelta. La scarsa

attrattività per i giovani medici e la continua riduzione del numero di medici di famiglia attivi con

la conseguenza di avere milioni di italiani senza un medico o pediatra di fiducia scelto da loro,

non preoccupa il MEF e sembra che la parola convenzionati non appartenga al lessico delle leggi

di Bilancio, eppure sarebbe bastato affrontare temi come la detassazione delle quote variabili

connesse a obiettivi strategici nei nostri ACN, ma invece, per paradosso, i convenzionati restano

i più tassati di tutti gli attori sanitari del pubblico. Considerando, che in molti casi hanno il costo

dei fattori di produzione, siamo al ridicolo".

"Come se non bastasse – proseguono – abbiamo dovuto scongiurare, grazie alle interlocuzioni

con i ministeri e con i parlamentari di buon senso, il taglio del riscatto di laurea che oltre ad

essere incostituzionale era un vero proprio attacco a tutti i lavoratori che hanno investito tempo

e soldi sperando di poter raggiungere la pensione in tempi 'umani'".

"Aver firmato i contratti prima, ha reso almeno disponibili quelle risorse che altrimenti sarebbero

finite nel buco nero della svalutazione. In barba a chi cercava di strumentalizzare i contratti di

lavoro". "Sono stati invece risparmiati dal tritacarne gli emendamenti volti a sanare l'illegalità

delle Università perpetrando e accettandone l'invasione selvaggia a scapito degli ospedali"."Manca nel complesso ancora una volta un percorso di visione globale – lamentano i leader

sindacali - in un mondo che appare sempre più concentrato sulla gestione delle emergenze

economiche, politiche, finanziarie che sulla programmazione di provvedimenti per tutelare il

diritto alla salute. È sempre più evidente come il concetto di stato sociale sia stato sostituito dal

concetto di stato economico".

"Un disastro. Privo di logica, privo di programmazione, privo di gratitudine per chi nonostante

tutto regge un servizio sanitario in crisi. Quando in uno stato di diritto le logiche economiche

sostituiscono il dibattito e le scelte politiche, si va diritti verso una pericolosa deriva di

disgregamento dello stato sociale".

"Come corpi intermedi – concludono i sindacati - continueremo a opporci con tutte le nostre

forze ai continui attacchi alla sanità e ai suoi professionisti cercando di proporre sempre

miglioramenti utili alla salvaguardia del nostro bene più prezioso, la salute. Prepariamoci ad un

anno di barricate per la difesa dei professionisti, unici a reggere il Ssn



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lunedì 24 novembre 2025

Guido Quici: “Grazie al ministro per essere prontamente intervenuto prendendo le distanze dall'emendamento Biancofiore”



"Ringraziamo il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per essere prontamente intervenuto prendendo le distanze dall'emendamento alla legge di Bilancio sulla responsabilità professionale presentato dalla senatrice Biancofiore". Così all'Adnkronos Salute Guido Quici, presidente Cimo-Fesmed, dopo le polemiche nate dalla proposta della senatrice Michaela Biancofiore per rendere nuovamente contrattuale la responsabilità civile del personale sanitario, e la contrarietà espressa dal ministero della Salute.

"Un emendamento, come evidenziato dal ministero, né utile né opportuno - sottolinea Quici - che avrebbe messo ulteriormente alla gogna il personale sanitario, vanificando quanto fatto negli ultimi 10 anni nel tentativo di tutelare il più possibile il lavoro di chi ogni giorno cerca di salvare la vita dei cittadini. La responsabilità professionale dei sanitari ha bisogno di una riforma, ma nel senso contrario a quanto proposto: bisogna assicurare ai medici maggiore tranquillità, in modo da ridurre anche la medicina difensiva e quindi le liste d'attesa", conclude.


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martedì 18 novembre 2025

Cimo-Fesmed firma la pre-intesa per il contratto 2022-2024



_Il Presidente Quici: «Accordo positivo, ma prevalgono ancora posizioni demagogiche contro chi ha scelto il regime di non esclusività che andranno superate nel prossimo contratto. Ora aprire rapidamente il tavolo per il triennio 2025-2027»_

Roma, 18 novembre 2025 - Doveva essere una trattativa rapida, e così è stato. Al quarto incontro presso l'Aran è stata firmata la pre-intesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari relativo al triennio 2022-2024.
L'accordo prevede aumenti mensili che vanno dai 322 euro lordi per gli incarichi di base ai 530 euro per i direttori di unità operativa complessa dell'area chirurgica, mentre gli arretrati oscillano tra gli 8.066 euro e i 13.480 euro, al lordo dell'indennità di vacanza contrattuale già erogata.
«Siamo complessivamente soddisfatti del risultato ottenuto, che accoglie molte delle richieste da noi avanzate - dichiara Guido Quici, Presidente della Federazione CIMO-FESMED, il secondo sindacato più rappresentativo della categoria, cui aderiscono ANPO, ASCOTI, CIMO, CIMOP e FESMED -. Come più volte auspicato, la trattativa si è concentrata sugli aspetti economici, riuscendo a destinare quasi il 90% delle risorse alla parte fissa della retribuzione. Gli interventi normativi sono stati limitati al miglioramento di alcuni punti del testo vigente, che avevano generato difficoltà applicative nelle Aziende, e all'introduzione di poche ma necessarie novità. D'altra parte, con le risorse stanziate dal Governo - sulle quali le parti sindacali, in sede Aran, non possono intervenire - non era possibile fare diversamente».
«Prima dell'avvio del confronto - prosegue Quici - avevamo individuato due priorità: valorizzare i giovani medici e ridurre le penalizzazioni economiche per chi ha scelto il regime di non esclusività. Con questo contratto l'indennità degli incarichi iniziali, assegnati ai professionisti con meno di cinque anni di servizio, sarà rivalutata del 55% a fronte di un aumento che va dal 16 al 20% per gli altri incarichi. Sul fronte della non esclusività, abbiamo ottenuto un aumento dal 55% al 65% rispetto a quanto percepito da chi opera in esclusività: un passo avanti che, tuttavia, riteniamo insufficiente a causa del veto posto da alcune Regioni e da alcune organizzazioni sindacali per motivazioni puramente demagogiche e lontane dalla realtà. Auspichiamo di poter superare questa ingiustizia già nel prossimo contratto. A tal fine abbiamo firmato una dichiarazione a verbale che impegna l'Aran, nella negoziazione del CCNL 2025-2027, a sanare questa discriminazione».
«Ora - conclude Quici - è fondamentale che l'iter di verifica della pre-intesa proceda rapidamente, così da arrivare al più presto alla firma definitiva del contratto e consentire alle Regioni di emanare l'atto di indirizzo per l'avvio delle trattative del triennio 2025-2027. Così facendo, per la prima volta il contratto si riallineerebbe al triennio di riferimento».


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venerdì 19 settembre 2025

COMUNICATO STAMPA



Atto di indirizzo CCNL medici e dirigenti sanitari, giudizio positivo da CIMO-FESMED: «Ora chiudere rapidamente contratto»
«A fronte di poche risorse, era inimmaginabile attendersi importanti modifiche della parte normativa. Apprezzabile l'intenzione di valorizzare i professionisti, soprattutto i più giovani»
Roma, 18 settembre 2025 - È un giudizio complessivamente positivo, quello che il sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED esprime in merito all'atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL 2022-2024 della dirigenza sanitaria - dunque scaduto da quasi due anni - che è stato emanato ieri dal Comitato di Settore Regioni-Sanità. Come richiesto più volte da CIMO-FESMED, si tratta di un testo snello che apre alla possibilità di un percorso negoziale rapido, utile ad intervenire esclusivamente sulla parte economica e sulle parti normative che richiedono una regolamentazione più urgente, senza prevedere particolari elementi di criticità. Anzi, è apprezzabile l'intenzione di valorizzare il lavoro dei dirigenti medici e sanitari, in particolare dei più giovani.
«Non ci stupisce l'irrisorietà dell'incremento economico, pari al 5,78% a regime e ampiamente inferiore al tasso inflattivo, che è stato previsto dalla legge di Bilancio del 2021 e dunque è escluso dalla trattativa sindacale – commenta Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED -. Si tratta dell'aumento che riguarda tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, con l'aggiunta di ulteriori risorse pari a 36,4 milioni».
«Condividiamo la necessità – continua Quici - di offrire una carriera ai giovani medici in tempi più certi e rapidi. Apprezziamo la volontà delle Regioni di rendere esigibili i residui dei fondi a favore di chi resta al lavoro, impedendo alle aziende di commettere le solite furberie. Giudichiamo favorevolmente la ricostruzione di carriera senza ulteriori penalizzazioni. Positiva anche l'intenzione di aumentare il limite del costo delle prestazioni aggiuntive, lasciandone la regolamentazione alle singole Regioni tramite confronto sindacale. Siamo tuttavia scettici, soprattutto per le implicazioni medico-legali, sull'istituto della pronta disponibilità telefonica».
«In sintesi, a fronte di poche risorse, era inimmaginabile attendersi importanti modifiche della parte normativa del contratto. Ecco perché come Federazione CIMO-FESMED siamo decisi a chiudere velocemente le trattative per il CCNL 2022-2024 per aprire urgentemente il tavolo per il triennio 2025-2027».