venerdì 2 ottobre 2026

CIMO FESMED rinnovo del contratto dirigenza medica

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Alla vigilia della seduta fiume convocata da Aran per sciogliere gli ultimi nodi della trattativa per il rinnovo del CCNL 2025-2027 dell’Area Sanità, la Federazione CIMO-FESMED ribadisce con chiarezza la propria posizione: senza un intervento sulla libera professione intramuraria non firmerà la pre-intesa sul nuovo contratto dei medici.

«Non si tratta di una richiesta avanzata oggi per la prima volta, ma di un impegno già scritto nero su bianco - dichiara Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED -. La necessità di aggiornare e semplificare la disciplina della libera professione intramoenia è infatti stata riconosciuta dalle stesse parti nella dichiarazione congiunta n. 3 allegata al CCNL 2022-2024 ed è stata nuovamente inserita nell’atto di indirizzo della Conferenza delle Regioni per il CCNL 2025-2027. Ci chiediamo allora come sia possibile che, dopo aver riconosciuto formalmente la necessità di intervenire, nel testo del nuovo contratto non compaia una sola modifica sulla materia. Per noi è inaccettabile».
«L’intramoenia - prosegue Quici - rappresenta oggi uno dei pochi strumenti attraverso cui è possibile valorizzare concretamente il lavoro dei medici ospedalieri e contribuire a renderlo più attrattivo, favorendo la permanenza dei professionisti nel Servizio Sanitario Nazionale. Senza dimenticare che la libera professione intramuraria amplia l’offerta sanitaria all’interno degli ospedali pubblici e può quindi contribuire a ridurre le liste d’attesa, offrendo ai cittadini che ne hanno la possibilità un’alternativa alla sanità privata senza uscire dal perimetro del SSN».
«Il problema è che oggi questo sistema è farraginoso, burocratizzato e ormai obsoleto - continua Quici -. Servirebbe quindi un intervento preciso per “ridurre le incertezze interpretative e garantire un’applicazione uniforme”. E attenzione: non sono parole nostre, ma della Conferenza delle Regioni. La domanda, a questo punto, è inevitabile: se tutti riconoscono che il sistema va aggiornato e semplificato, perché nessuno vuole metterci mano? Perché l’intramoenia continua a essere trattata come un tema da evitare, quasi fosse un tabù? E perché si continua ad additarla, senza alcuna evidenza, come una delle cause delle liste d’attesa invece di intervenire sulle inefficienze che impediscono al SSN di utilizzarla come una risorsa?».
«Non possiamo continuare a rimandare - conclude Quici -. È molto probabile che, una volta chiuso questo contratto, passeranno diversi anni prima di poter riaprire il confronto sulla materia. Se davvero si vuole valorizzare il lavoro dei medici ospedalieri e rafforzare il SSN, questo è il momento di intervenire. Se invece si sceglie ancora una volta di non farlo, CIMO-FESMED non è disponibile a firmare una pre-intesa che ignora completamente una questione che tutti gli attori della trattativa hanno riconosciuto come prioritaria».



mercoledì 9 settembre 2026

ACCORDO PRELIMINARE CONTRATTO

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L’intenzione di Governo, Regioni e Aran sarebbe quella di chiudere il contratto dei medici e dei dirigenti sanitari 2025-2027 entro l’autunno, “se tutto filerà liscio”. O almeno così il sindacato Federazione CIMO-FESMED apprende dalla stampa. Ma, a giudicare dalle bozze che arrivano al tavolo negoziale, di liscio non sembra esserci proprio nulla.

«Anche la nostra intenzione è quella di chiudere il contratto il prima possibile, ma diventa difficile farlo se continuiamo a ricevere bozze di testo peggiori delle precedenti - dichiara Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED -. L’ultimo articolato ricevuto e di cui abbiamo discusso questa mattina in Aran prevede infatti passi indietro inaccettabili. Se questo è il modo in cui si intende accelerare la trattativa, siamo decisamente sulla strada sbagliata».

«La trattativa finora è proseguita in un clima positivo e costruttivo, ma se non si cambia rotta su alcuni capitoli del contratto la Federazione CIMO-FESMED è pronta a non firmare il pre-accordo. Non accetteremo che siano i medici a dover pagare il prezzo di un contratto che arretra sul piano normativo e non riconosce adeguatamente il loro lavoro» conclude Quici.

giovedì 3 settembre 2026

Incontro ARS Toscana

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                                                              Dr. Nicola Tosi
 Il giorno 1° Settembre si è svolto l’incontro con il Presidente della Regione Toscana, organizzato al fine di acquisire chiarimenti in merito alla nomina di Giovanni Grasso quale Commissario dell’Agenzia Regionale di Sanità (ARS) Toscana. Durante il confronto, il Presidente ha illustrato le ragioni della propria scelta, chiarendo che la nomina è maturata nell’ambito di una fase di transizione destinata a condurre alla revisione dell’attuale governance dell’Agenzia. Secondo quanto riferito dal Presidente, la necessità di procedere a una revisione dell’assetto dell’ARS deriverebbe anche da indicazioni della Corte dei conti, che avrebbe evidenziato la necessità di distinguere le funzioni di rappresentanza istituzionale da quelle proprie della direzione tecnico-scientifica dell’Agenzia. Il nuovo modello prospettato prevederebbe pertanto l’introduzione della figura del Presidente dell’ARS, con compiti di rappresentanza istituzionale, distinta da quella del Direttore, il quale continuerebbe a essere garante delle competenze scientifiche proprie dell’Agenzia. Il Presidente Giani ha inoltre specificato che il futuro Direttore sarà individuato attraverso una procedura di selezione sempre con l’obiettivo di individuare una figura dotata delle necessarie competenze tecnico-scientifiche. Con riferimento alla nomina commissariale di Giovanni Grasso, il Presidente ha dichiarato che si tratta di una scelta fiduciaria e che al Commissario sarebbe affidato il compito di accompagnare l’Agenzia nel percorso di trasformazione, svolgendo una funzione di trait d’union tra l’attuale assetto dell’ARS e quello che avverrà con la futura riorganizzazione. Ribadiamo, tuttavia, la nostra posizione circa la necessità che, anche nella fase commissariale, trattandosi dell’esercizio di funzioni apicali dell’Agenzia, venga assicurato un profilo caratterizzato da competenze tecnico-scientifiche e da una conoscenza qualificata del sistema sanitario pubblico, coerentemente con la natura e la missione istituzionale dell’ARS Toscana. Riteniamo inoltre che la futura presidenza dell'ARS debba essere comunque affidata ad una figura dotata di un’adeguata autorevolezza professionale e competenze coerenti con la natura dell'agenzia. La rappresentanza di questo ente non può essere solo di tipo istituzionale ma implica la capacità anche di confrontarsi in modo qualificato con le Direzioni generali delle aziende sanitarie, con le istituzioni e con la politica. Prendiamo atto dei chiarimenti forniti dal Presidente e seguiremo con attenzione il percorso annunciato, riservandoci ogni ulteriore valutazione alla luce dei contenuti concreti della futura riforma.

martedì 21 luglio 2026

Libera Professione

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“Accogliamo con favore la proposta emendativa alla legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie che prevede la possibilità, per i medici ospedalieri, di lavorare al di fuori dell’orario di lavoro e su base volontaria in strutture pubbliche e private diverse dalla propria”.

Lo afferma Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed, commentando l’emendamento presentato da Forza Italia.

Per Quici “si tratta di una proposta che va nella direzione di quella liberalizzazione della professione medica che auspichiamo da tempo e che 9 anni fa diede il titolo al congresso Cimo #liberalaprofessione. Ci auguriamo che l’emendamento venga accolto e che consenta un ammodernamento del rapporto di lavoro dei medici dipendenti del Ssn”.


venerdì 10 luglio 2026

superintramoenia

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Quando i cittadini non riescono ad accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale nei tempi previsti, oltre uno su due (54%) si rivolge alla sanità privata. Solo il 9% sceglie invece l'attività libero-professionale intramoenia (ALPI), mentre il 7% rinuncia del tutto alle cure, anche se secondo l’ISTAT tale percentuale sfiora il 10%. Sono alcuni dei dati più significativi emersi dall'indagine realizzata dall'Istituto Piepoli per conto della FNOMCeO e presentata oggi a Roma.

Per la Federazione CIMO-FESMED, questi numeri dimostrano come l'intramoenia rappresenti una risorsa ancora largamente sottoutilizzata, nonostante possa contribuire sia a migliorare l'accesso alle cure sia a rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica.

«Per anni l'intramoenia è stata indicata erroneamente come una delle principali cause delle liste d'attesa, ma questa indagine dimostra che i cittadini conoscono molto bene le vere criticità del sistema: la carenza di personale, le insufficienze strutturali e i problemi organizzativi - afferma Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED -. In questo scenario, se non è possibile aumentare rapidamente l'offerta di prestazioni attraverso nuove assunzioni e il potenziamento delle strutture, l'ALPI può rappresentare uno strumento concreto per ampliare l'offerta assistenziale e ridurre i tempi di attesa.
Allo stesso tempo, consente di rafforzare il rapporto di fiducia tra medico e paziente e costituisce un importante incentivo per trattenere i professionisti nel SSN. Perché questo accada, però, è necessaria una riforma profonda dell'attuale sistema».

Tra le possibili soluzioni, CIMO-FESMED indica il modello della cosiddetta "superintramoenia", già sperimentato in Lombardia: «Consentire alle assicurazioni sanitarie di indirizzare i propri assistiti verso le strutture pubbliche, dove potrebbero essere visitati da medici al di fuori dell'orario di servizio, significa creare nuove opportunità professionali per i medici e generare risorse economiche da reinvestire negli ospedali pubblici - prosegue Quici -. Si tratta di un modello che meriterebbe di essere esteso a livello nazionale».

In assenza di un intervento strutturale, il rischio è invece quello di assistere a un progressivo ridimensionamento dell'attività intramoenia: «I dati del Ministero della Salute evidenziano una tendenza ormai consolidata: tra il 2015 e il 2023 il numero dei medici che svolgono attività intramoenia è diminuito del 6%.

Oggi l'ALPI è gravata da procedure burocratiche complesse e da un sistema di costi che assorbe fino al 70% di quanto versa il paziente. È quindi inevitabile che molti professionisti preferiscano esercitare nel proprio studio o nelle strutture private, dove trovano condizioni economiche più favorevoli e possono garantire ai pazienti quella continuità di rapporto che il Servizio Sanitario Nazionale, nelle condizioni attuali, fatica ad assicurare», conclude Quici.


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mercoledì 1 luglio 2026

LETTERA ASSESSORE


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Gentilissima Assessora Dott.ssa Monni,
in qualità di Segretaria Aziendale AOU Careggi con il Consiglio Regionale della Federazione CIMO-FESMED, sentito il parere del legale del Sindacato, desideriamo sottoporre alla Sua attenzione la seguente questione concernente la deliberazione della Regione Toscana n. 460 del 13 aprile 2026, recepita dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, in materia di cartellino identificativo del personale per cui auspichiamo una rivalutazione delle informazioni riportate sullo stesso.

L’attuale disposizione prevede l’indicazione del nome di battesimo e dell’iniziale del cognome. A nostro avviso, tale modalità non tutela adeguatamente l’identità professionale del medico e può determinare un’eccessiva semplificazione del rapporto con l’utenza, introducendo un livello di confidenza non sempre appropriato al contesto professionale.


L’utilizzo del nome di battesimo rischia, infatti, di attenuare la percezione del ruolo, dell’autorevolezza e della responsabilità proprie della figura medica, incidendo sul riconoscimento della professionalità da parte dell’utenza.


Per tali ragioni, riteniamo opportuno riconsiderare la modalità di identificazione prevista, adottando una soluzione che, nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, garantisca anche la piena valorizzazione dell’identità e del ruolo professionale del medico


Riteniamo che una soluzione equilibrata, idonea a coniugare le esigenze di tutela dei dati personali con quelle di una chiara identificazione del professionista, possa prevedere l’indicazione sul cartellino identificativo dei seguenti elementi:


* titolo professionale (Dott. / Dott.ssa);

* nome e cognome, riportati mediante iniziali puntate;

* qualifica professionale;

* Unità Operativa di appartenenza;

* numero di matricola.


Tale formulazione consentirebbe di preservare la riconoscibilità e l’identità professionale del medico, garantendo al contempo il rispetto dei principi di minimizzazione dei dati personali e delle esigenze di sicurezza.


Confidando nella Sua attenzione verso le questioni rappresentate e auspicando una revisione della Deliberazione Regionale la scrivente Organizzazione Sindacale resta a disposizione per ogni utile confronto istituzionale volto all’ individuazione di soluzioni condivise.

Con osservanza


Patrizia Dr.ssa Sottili

Segretaria Aziendale AOU Careggi Federazione CIMO FESMED 



Contratto

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Oggi in ARAN confronto su alcuni temi chiave della bozza di CCNL 2025-2027: orario di lavoro, servizio fuori sede, intelligenza artificiale e incarichi.

👉🏻Orario di lavoro: CIMO-FESMED chiede maggiore chiarezza sull’algoritmo delle eccedenze orarie e respinge l’esclusione del riconoscimento economico delle ore in eccesso, che ridurrebbe le tutele per i dirigenti.

👉🏻Servizio fuori sede: forte contrarietà all’estensione del servizio alle sedi territoriali aziendali, che potrebbe consentire l’impiego dei medici ospedalieri nelle Case di Comunità senza alcun compenso aggiuntivo.
⚠️Se confermata, CIMO-FESMED non firmerà il contratto.⚠️

👉🏻Intelligenza artificiale: necessario un approfondimento specifico per la professione medica, considerando le implicazioni deontologiche e medico-legali.

👉🏻Incarichi: semplificato il percorso di progressione professionale dopo i primi 3 anni di esperienza; richiesta anche una valorizzazione al raggiungimento dei 10 anni.

👉🏻Ribadita inoltre la richiesta del requisito del 50%+1 della rappresentatività per i contratti integrativi aziendali e lo stop al finanziamento della formazione attraverso il fondo per le condizioni di lavoro.

🗓Prossimo incontro: 14 luglio.


Saluti Inviato da Gmail Mobile