martedì 21 luglio 2026

Libera Professione

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“Accogliamo con favore la proposta emendativa alla legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie che prevede la possibilità, per i medici ospedalieri, di lavorare al di fuori dell’orario di lavoro e su base volontaria in strutture pubbliche e private diverse dalla propria”.

Lo afferma Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed, commentando l’emendamento presentato da Forza Italia.

Per Quici “si tratta di una proposta che va nella direzione di quella liberalizzazione della professione medica che auspichiamo da tempo e che 9 anni fa diede il titolo al congresso Cimo #liberalaprofessione. Ci auguriamo che l’emendamento venga accolto e che consenta un ammodernamento del rapporto di lavoro dei medici dipendenti del Ssn”.


venerdì 10 luglio 2026

superintramoenia

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Quando i cittadini non riescono ad accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale nei tempi previsti, oltre uno su due (54%) si rivolge alla sanità privata. Solo il 9% sceglie invece l'attività libero-professionale intramoenia (ALPI), mentre il 7% rinuncia del tutto alle cure, anche se secondo l’ISTAT tale percentuale sfiora il 10%. Sono alcuni dei dati più significativi emersi dall'indagine realizzata dall'Istituto Piepoli per conto della FNOMCeO e presentata oggi a Roma.

Per la Federazione CIMO-FESMED, questi numeri dimostrano come l'intramoenia rappresenti una risorsa ancora largamente sottoutilizzata, nonostante possa contribuire sia a migliorare l'accesso alle cure sia a rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica.

«Per anni l'intramoenia è stata indicata erroneamente come una delle principali cause delle liste d'attesa, ma questa indagine dimostra che i cittadini conoscono molto bene le vere criticità del sistema: la carenza di personale, le insufficienze strutturali e i problemi organizzativi - afferma Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED -. In questo scenario, se non è possibile aumentare rapidamente l'offerta di prestazioni attraverso nuove assunzioni e il potenziamento delle strutture, l'ALPI può rappresentare uno strumento concreto per ampliare l'offerta assistenziale e ridurre i tempi di attesa.
Allo stesso tempo, consente di rafforzare il rapporto di fiducia tra medico e paziente e costituisce un importante incentivo per trattenere i professionisti nel SSN. Perché questo accada, però, è necessaria una riforma profonda dell'attuale sistema».

Tra le possibili soluzioni, CIMO-FESMED indica il modello della cosiddetta "superintramoenia", già sperimentato in Lombardia: «Consentire alle assicurazioni sanitarie di indirizzare i propri assistiti verso le strutture pubbliche, dove potrebbero essere visitati da medici al di fuori dell'orario di servizio, significa creare nuove opportunità professionali per i medici e generare risorse economiche da reinvestire negli ospedali pubblici - prosegue Quici -. Si tratta di un modello che meriterebbe di essere esteso a livello nazionale».

In assenza di un intervento strutturale, il rischio è invece quello di assistere a un progressivo ridimensionamento dell'attività intramoenia: «I dati del Ministero della Salute evidenziano una tendenza ormai consolidata: tra il 2015 e il 2023 il numero dei medici che svolgono attività intramoenia è diminuito del 6%.

Oggi l'ALPI è gravata da procedure burocratiche complesse e da un sistema di costi che assorbe fino al 70% di quanto versa il paziente. È quindi inevitabile che molti professionisti preferiscano esercitare nel proprio studio o nelle strutture private, dove trovano condizioni economiche più favorevoli e possono garantire ai pazienti quella continuità di rapporto che il Servizio Sanitario Nazionale, nelle condizioni attuali, fatica ad assicurare», conclude Quici.


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mercoledì 1 luglio 2026

LETTERA ASSESSORE


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Gentilissima Assessora Dott.ssa Monni,
in qualità di Segretaria Aziendale AOU Careggi con il Consiglio Regionale della Federazione CIMO-FESMED, sentito il parere del legale del Sindacato, desideriamo sottoporre alla Sua attenzione la seguente questione concernente la deliberazione della Regione Toscana n. 460 del 13 aprile 2026, recepita dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, in materia di cartellino identificativo del personale per cui auspichiamo una rivalutazione delle informazioni riportate sullo stesso.

L’attuale disposizione prevede l’indicazione del nome di battesimo e dell’iniziale del cognome. A nostro avviso, tale modalità non tutela adeguatamente l’identità professionale del medico e può determinare un’eccessiva semplificazione del rapporto con l’utenza, introducendo un livello di confidenza non sempre appropriato al contesto professionale.


L’utilizzo del nome di battesimo rischia, infatti, di attenuare la percezione del ruolo, dell’autorevolezza e della responsabilità proprie della figura medica, incidendo sul riconoscimento della professionalità da parte dell’utenza.


Per tali ragioni, riteniamo opportuno riconsiderare la modalità di identificazione prevista, adottando una soluzione che, nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, garantisca anche la piena valorizzazione dell’identità e del ruolo professionale del medico


Riteniamo che una soluzione equilibrata, idonea a coniugare le esigenze di tutela dei dati personali con quelle di una chiara identificazione del professionista, possa prevedere l’indicazione sul cartellino identificativo dei seguenti elementi:


* titolo professionale (Dott. / Dott.ssa);

* nome e cognome, riportati mediante iniziali puntate;

* qualifica professionale;

* Unità Operativa di appartenenza;

* numero di matricola.


Tale formulazione consentirebbe di preservare la riconoscibilità e l’identità professionale del medico, garantendo al contempo il rispetto dei principi di minimizzazione dei dati personali e delle esigenze di sicurezza.


Confidando nella Sua attenzione verso le questioni rappresentate e auspicando una revisione della Deliberazione Regionale la scrivente Organizzazione Sindacale resta a disposizione per ogni utile confronto istituzionale volto all’ individuazione di soluzioni condivise.

Con osservanza


Patrizia Dr.ssa Sottili

Segretaria Aziendale AOU Careggi Federazione CIMO FESMED 



Contratto

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Oggi in ARAN confronto su alcuni temi chiave della bozza di CCNL 2025-2027: orario di lavoro, servizio fuori sede, intelligenza artificiale e incarichi.

👉🏻Orario di lavoro: CIMO-FESMED chiede maggiore chiarezza sull’algoritmo delle eccedenze orarie e respinge l’esclusione del riconoscimento economico delle ore in eccesso, che ridurrebbe le tutele per i dirigenti.

👉🏻Servizio fuori sede: forte contrarietà all’estensione del servizio alle sedi territoriali aziendali, che potrebbe consentire l’impiego dei medici ospedalieri nelle Case di Comunità senza alcun compenso aggiuntivo.
⚠️Se confermata, CIMO-FESMED non firmerà il contratto.⚠️

👉🏻Intelligenza artificiale: necessario un approfondimento specifico per la professione medica, considerando le implicazioni deontologiche e medico-legali.

👉🏻Incarichi: semplificato il percorso di progressione professionale dopo i primi 3 anni di esperienza; richiesta anche una valorizzazione al raggiungimento dei 10 anni.

👉🏻Ribadita inoltre la richiesta del requisito del 50%+1 della rappresentatività per i contratti integrativi aziendali e lo stop al finanziamento della formazione attraverso il fondo per le condizioni di lavoro.

🗓Prossimo incontro: 14 luglio.


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