Il Presidente della Federazione CIMO-FESMED Guido Quici ha partecipato questa mattina alla tavola rotonda dedicata al contratto nazionale di lavoro organizzata dall’ANAAO ASSOMED nell’ambito del suo Congresso Nazionale, in corso a Roma.
“È un dato di fatto che nelle Aziende il contratto non sia applicato – ha dichiarato Quici -. Riteniamo essenziale allora inserire, tra gli obiettivi dei Direttori Generali su cui vengono valutati, la firma dei contratti integrativi aziendali. Contratti che, tra l’altro, dovrebbero essere validi solo se sottoscritti dal 50% + 1 della rappresentatività sindacale, un’altra necessità che sosteniamo con forza. È poi importante sbloccare le carriere: non è pensabile che solo il 6% dei medici possa ambire al ruolo di direttore di Unità Operativa Complessa e solo l’8% alla responsabilità di un’Unità Operativa Semplice. Bisogna quindi prevedere, nel contratto che attualmente stiamo discutendo in ARAN, un avanzamento per i colleghi dopo 3 anni e 10 anni di anzianità. Inoltre, occorre fare in modo che i 176 milioni stanziati annualmente per la formazione e l’aggiornamento dei dirigenti medici e sanitari siano effettivamente utilizzati per tale finalità. Infine, insistiamo nel chiedere un maggiore coinvolgimento del Ministero della Salute nel dare impulso alla contrattazione: è infatti il Ministero della Salute, e non il Ministero della Pubblica Amministrazione, ad avere gli strumenti più idonei per essere coinvolto nella trattativa”.
“È un dato di fatto che nelle Aziende il contratto non sia applicato – ha dichiarato Quici -. Riteniamo essenziale allora inserire, tra gli obiettivi dei Direttori Generali su cui vengono valutati, la firma dei contratti integrativi aziendali. Contratti che, tra l’altro, dovrebbero essere validi solo se sottoscritti dal 50% + 1 della rappresentatività sindacale, un’altra necessità che sosteniamo con forza. È poi importante sbloccare le carriere: non è pensabile che solo il 6% dei medici possa ambire al ruolo di direttore di Unità Operativa Complessa e solo l’8% alla responsabilità di un’Unità Operativa Semplice. Bisogna quindi prevedere, nel contratto che attualmente stiamo discutendo in ARAN, un avanzamento per i colleghi dopo 3 anni e 10 anni di anzianità. Inoltre, occorre fare in modo che i 176 milioni stanziati annualmente per la formazione e l’aggiornamento dei dirigenti medici e sanitari siano effettivamente utilizzati per tale finalità. Infine, insistiamo nel chiedere un maggiore coinvolgimento del Ministero della Salute nel dare impulso alla contrattazione: è infatti il Ministero della Salute, e non il Ministero della Pubblica Amministrazione, ad avere gli strumenti più idonei per essere coinvolto nella trattativa”.
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